Dentisti low cost in Italia

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Le catene odontoiatriche low cost in Italia

 

Secondo i recenti dati Istat sono all’incirca 5 milioni gli italiani che hanno rinunciato alle cure dentistiche per problemi economici. 

La crisi che ha interessato il nostro Paese è stata una delle principali responsabili di questa situazione, ma non l’unica. La lobby dei dentisti, con la sua incapacità di cogliere i segnali di una società che stava cambiando in fretta, non ha saputo adeguarsi alle nuove necessità dei pazienti, o forse non ha voluto. Questo concorso di colpa ha portato alla nascita di una richiesta forte e chiara da parte del mercato, quella di cure dentali economiche e accessibili.

Due le possibili soluzioni. La prima è quella relativa al turismo dentale. Se stai immaginando comitive chiassose di vacanzieri con camice hawaiane e sandali infradito al seguito, sei sulla strada sbagliata. Il turismo dentale, un fenomeno in costante crescita nel nostro Paese, consiste nella libera scelta del cittadino di curarsi i denti all’estero, usufruendo di centri all’avanguardia, materiali di prima qualità, dentisti qualificati e costi accessibili. Il termine turismo è riferito al fatto che spesso questi centri offrono visite e soggiorni gratuiti per il paziente e un accompagnatore. Una coccola in più, sicuramente gradita.

 

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Questa nuova possibilità ha creato una vera e propria fuga di pazienti all’estero. Uno dei tentativi di arginare questo fenomeno è stata la nascita delle cliniche odontoiatriche low cost. Le prime strutture sono nate nel Friuli Venezia-Giulia, la regione che per prima ha assistito al crollo delle prenotazioni da parte dei clienti. I suoi abitanti vanno abitualmente oltre confine in Slovenia per fare il pieno di benzina e in Croazia dal dentista. Subito oltre il confine, il sabato mattina c’è la fila già alle 8 davanti al primo distributore di benzina, poco prima del Lidl e del Casinò. Molti poi, una volta fatto il pieno, proseguono per altri 50 km, fino a raggiungere Rijeka in Croazia, per la prima visita dal dentista o per il proseguimento delle cure. Lì, gli italiani possono permettersi perfino di andare al ristorante! Un risotto ai frutti di mare, un fritto misto e un calice di Malvasia: 15 euro.

 

Migliaia di centri dentistici low cost in Italia

In poco tempo siamo passati da pochi centri a migliaia di studi dentistici low cost dislocati in tutta la penisola italiana. Ma perché hanno riscosso tutto questo successo? La risposta è ovvia, per la politica di abbattimento dei prezzi. Ma siamo sicuri che il low cost che propongono sia realmente un…. low cost?

Partiamo dal principio. Da quando la nostra legislazione ha reso legale la pubblicità alle strutture sanitarie, le città sono state bombardate da cartelloni pubblicitari, volantini e dépliant delle varie catene odontoiatriche. La presenza di alcuni prezzi, innegabilmente vantaggiosi, ha prodotto un’immediata risposta da parte dei pazienti.

Il primo approccio con questi centri dentistici low cost è uno degli aspetti più piacevoli. Un numero verde o un semplice form sul sito permettono di entrare in contatto con una realtà che già nelle prime battute agisce in modo diverso rispetto al dentista tradizionale. Gli orari sono ampi e flessibili, è possibile prenotare una visita il sabato mattina e, in alcuni casi, anche la domenica. Queste cliniche dentistiche sono sempre aperte, o quasi. Un po’ come i centri commerciali! Pensa che addirittura una famosa catena di supermercati ha appena aperto una sua clinica odontoiatrica. La situazione ha dell’incredibile: come si fa ad associare una branca della medicina a un negozio di alimentari? E se tra un po’ aprisse un MacDental’s?

 

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La sala d’attesa è il primo contatto tangibile con queste realtà low cost. È una delle stanze più curate. Rimarresti in un ambiente buio, arredato male, poco illuminato? Nelle catene odontoiatriche low cost la sala d’aspetto è un mix di elementi che vanno a solleticare la tua parte più emozionale e che sono finalizzati a creare un rapporto empatico tra te e la struttura. Le pareti sono generalmente bianche, un colore che trasmette nell’immediato serenità e pulizia. La musica è soffusa, le luci disposte ad arte, i complementi d’arredo comodi e gradevoli. Intorno a te tutti sorridono, dai poster delle ragazze in bikini affissi alle pareti fino alla receptionist, passando attraverso il giovane dottore che ti accoglie e ti fa entrare nello studio.

 

In Italia il low cost in ambito odontoiatrico non esiste

Il dentista ti visita ma non è lui che ti fa il preventivo. Tra un caffè e due chiacchiere in libertà, finalizzate a metterti a tuo agio, sarà un commerciale, un vero e proprio venditore a stilare la “lista della spesa”. Il documento non nasconde nulla, anzi è chiaro e comprensibile, non ci sono voci oscure. Il passo successivo? La proposta di un finanziamento, magari di 15.000 euro, che tu alla fine, stordito dalle chiacchiere, dall’ambiente, dal caffè e dalla promessa di una bocca nuova, deciderai di accollarti per i prossimi anni. Ma non eri entrato per curare una carie? Perché il prezzo finale del lavoro si avvicina a quello che ti avrebbe proposto il tuo caro e vecchio dentista? Il motivo è semplice, in Italia il low cost in ambito odontoiatrico non esiste.

L’atmosfera soffusa e l’approccio empatico rischia di non mostrare il vero volto di queste nuove realtà. Tu entri in contatto con delle società commerciali, non con lo studio di un dentista, ed è questo il motivo per cui tu dialoghi con un addetto alle vendite. Il contratto finale non lo concludi con il dottore ma con la società che spesso è stata creata da figure che non hanno nulla a che fare con il mondo odontoiatrico. Sono imprenditori, immobiliaristi e così via.

Nemmeno le cliniche low cost si sottraggono a un’abitudine che ha prevalso negli anni. Salvare il dente del paziente è diventato un aspetto trascurabile perché non redditizio. È più semplice e vantaggioso proporre un’estrazione e il successivo impianto. Questi sono i lavori dove agisce la speculazione finanziaria, provocando il progressivo allontanamento dei pazienti dagli studi dentistici italiani in favore di quelli esteri. Come dargli torto?

Il low cost non è tale o almeno lo è soltanto per le prestazioni più semplici come l’igiene dentale o la ricostruzione. Ma questo è semplicemente l’entry-level di una realtà diversa da come te l’aspetti. Sul cartellone pubblicitario hanno reclamizzato la possibilità di fare un impianto dentale tutto incluso a 900 euro. Dopo il contratto però ecco l’amara sorpresa, scopri che da quella cifra così allettante sono esclusi il moncone, il provvisorio, la capsula in ceramica, l’anestesia e l’intervento chirurgico e il caffè che ti hanno appena “offerto”! Il risultato quindi è che ti ritrovi con una spesa raddoppiata e non sai nemmeno che tipo di impianto utilizzeranno. E questo è un grosso problema perché è vero, tutti gli impianti sono fatti in titanio, ma quello che li differenzia è la marca. È come andare in concessionaria e sentirsi dire che l’auto in metallo costa 20.000 euro. Con gli impianti funziona esattamente come per le auto. Sono tutti impianti in titanio, ma c’è l’impianto Punto e c’è l’impianto Ferrari.

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Impianti dentali in titano “no name”, senza nome

Nelle cliniche low cost invece spesso vengono utilizzati impianti “no name”, senza marca, dei quali non si conosce l’effettiva provenienza oppure sono dei cloni. Ci sono infatti aziende più o meno sconosciute che copiano gli impianti di marca, vendendoli a un terzo dell’originale. In questo modo ti dicono che utilizzeranno quell’impianto dal nome altisonante. Ecco, il nome… di quella marca avrai solo quello in bocca!

I dentisti che lavorano nelle catene sono per lo più giovani laureati, con alle spalle pochi corsi di specializzazione, vista la giovane età. La situazione che si trovano davanti dopo l’Università, è molto particolare. Da una parte ci sono gli studi privati, pressoché inaccessibili, dall’altra invece le cliniche che offrono la possibilità di lavorare direttamente sul campo.  Dal canto loro i centri preferiscono assumere neolaureati che avendo alle spalle pochi corsi di formazione e aggiornamento, costano molto di meno rispetto a personale più specializzato. Ma che tipo di contratto hanno con la clinica? Collaborazione, Partita Iva, a chiamata? Spesso questi dentisti low cost fanno della mobilità il loro asso nella manica. Eccoli quindi il lunedì a Roma, il giorno dopo a Milano e il fine settimana a Bologna.

Il problema è proprio qui. Nelle catene odontoiatriche low cost ti confronti con un dentista che non sai dove sarà tra 6 mesi. E questo è uno scenario totalmente diverso da quello al quale eri abituato. È un po’ quello che succede nelle compagnie aeree low cost dove invece di trovare il pilota di linea quarantenne hai davanti a te un giovane, massimo 30 anni, con poca esperienza alle spalle.

Pensa al vecchio dentista di paese che aveva uno studio nella piazza principale, magari da 40 anni, e con il quale avevi un rapporto diretto. Ci si conosceva e stimava, anche se i prezzi proposti erano al limite del sopportabile. Lui era il tuo punto di riferimento. Le sue visite, condotte con fare paternalistico, non lasciavano adito a dubbi. Lui sapeva cosa era meglio fare per la tua bocca. Tu non avevi possibilità di replica e forse non la volevi nemmeno, perché ti fidavi. Nelle cliniche ti rapporti con personale sempre diverso che a volte è costretto per contratto a badare più al lato commerciale che a quello relativo alla salute. Quell’empatia di cui ti parlavo all’inizio è puramente fittizia. Non puoi creare un rapporto con una figura professionale che magari non sarà quella che ti segue lungo il corso dei lavori.

Torniamo al nostro dentista di paese. Lo studio, la maggior parte delle volte, era di sua proprietà, un aspetto che gli avrebbe permesso di abbassare alcuni costi che gravano sul preventivo. Questo però non è mai successo. Quanti dentisti hanno rinunciato ai propri privilegi economici? L’idea di guadagnare meno di un meccanico, ad esempio, li ha portati sulla strada di un inasprimento delle tariffe. Ecco la prima differenza con l’estero. In Albania o in Croazia i dentisti, a fronte di uno studio paritetico a quello delle nostre Università, percepiscono stipendi paragonabili a quelli degli impiegati postali. In Italia invece il dentista equivale a uno status sociale dal quale è difficile tornare indietro.

Il low cost odontoiatrico in Italia diventa quindi una mera chimera. I costi gestionali che gravitano su uno studio sono tanti, troppi così come la volontà di non rinunciare a un guadagno enorme e sicuro. Se un tempo la gestione familiare della professione regalava al neolaureato uno studio fisico già avviato, oggi le cose non stanno così. Il giovane non può contare sull’aiuto di un papà dentista e prendere in affitto un locale vuol dire sobbarcarsi costi troppo elevati.

Denti low cost, denti a prezzi bassi, denti guarda che affare

Le cliniche dentistiche low cost sono ovunque in città. Quello che ci lascia perplessi è il fatto che se qualche anno fa ne esistevano al massimo 10 in una città, adesso le trovi ovunque. Gli interrogativi sono tanti. Perché ne aprono così tante? Chi ti assicura, come abbiamo visto, che sarai assistito dallo stesso dottore lungo tutto il percorso? E soprattutto, la clinica con la quale hai stilato un finanziamento (quindi paghi delle rate), sarà ancora lì tra 6 mesi? Quella che hai davanti è una società di capitali che non sfugge alle leggi del mercato e che quindi può fallire in qualsiasi momento. Il rischio è quello di trovarsi con il lavoro a metà ma con rate infinite da pagare alla finanziaria. Ne vale davvero la pena?

 

Leggi il Primo Capitolo del libro “Come risparmiare sulle cure dentistiche. I Segreti del Turismo dentale” di Viaggideldente.it

 

© 2020-2021 “Come risparmiare sulle cure dentistiche. I Segreti del Turismo dentale” di Viaggideldente.it

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