Gli antichi romani e le cure dentistiche

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Gli antichi romani e le cure dentistiche

 
Sembra incredibile ma anche gli antichi romani andavano dal dentista! Eppure, la salute dei denti degli antichi romani era decisamente migliore della nostra. Infatti, al tempo dell’antica Roma, lo zucchero non era parte integrante della alimentazione, come invece lo è ai nostri giorni. Soffrivano, però, come noi di carie e di altre malattie dentali. Il cibo e l’intensa masticazione logoravano la superficie dei loro denti,  i batteri danneggiavano la polpa dentaria. Il miele, poi, colpiva le cavità dentarie.
 

I dentisti nella preistoria

 
Dopotutto già all’epoca dell’uomo di Neanderthal ( 130.000 anni fa) venivano utilizzata una strumentazione odontoiatrica rudimentale. Trapani ad arco, dentature con otturazioni di cera d’ape e sabbia sono stati ritrovati nella valle del fiume Indo risalenti a  9000 anni fa.
 
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I ponti in oro degli Etruschi

Ancor prima dei romani, già gli Etruschi erano dei dentisti provetti, specialisti in ponti con denti equini e lamine d’oro. Il papiro di Ebers (Egitto), risalente al 1500  a.C. è la più antica testimonianza della scienza odontoiatrica; qui vengono analizzati i sintomi e le cure al mal di denti, con la spiegazione di una tecnica di splintaggio.

Le cure dentististiche nell’antica Grecia

Nell’antica Grecia, Ippocrate era un vero dentista e conosceva a fondo i denti e la carie. Nel testo Sulle epidemie spiega la gnatologia e la clinica odontoiatrica. Aristotele descrisse la sequenza di eruzione dei denti, come trattare le carie e la parodontite, come estrarre i denti con le pinze e come fissare con dei fili i denti che si muovevano e le ossa rotte. 

Forcipi e tenaglie, il “tenaculum”

Il 6° ed il 7° libro dell’ Enciclopedia De Medicina di Aulo Cornelio Celso è dedicato alla cura dei denti ed alla traumatologia mandibolare.  Nel De Ossibus di Galeno c’è una anatomia dei denti e si discetta di iatros odonticos e degli strumenti odontoiatrici. I medici romani, perché all’epoca non esisteva ancora la categoria del dentista, utilizzavano le forcipi e una tenaglia, chiamata “tenaculum”, per le estrazioni dei denti. Erano diffuse le dentiere, denti di legno e di osso e i ponti in oro a sostituire i denti mancanti. Forse esisteva persino il dentifricio, “dentifricium”, a base di corno di cervo, sale di ammonio e conchiglie polverizzati e mischiati a miele. Questa è la ricetta del dentrificio che ci fornisce Plinio il Vecchio. Insomma, gli antichi romani erano molto attenti all’igiene della bocca!

Filamenti di oro anti paradontite e formaggio contro le carie

I denti che si muovevano (paradontite?) venivano avvolti dai medici dell’antica Roma con dei filamenti di oro e li stringevano per evitare che cadessero. Le carie venivano evitate dagli antichi romani anche con il formaggio che, rendendo la saliva più alcalina, impediva la creazione di carie. Importantissimi erano per gli antichi romani i denti bianchi e per ottenerli usavano uno sbiancamento dei denti “naturale”: dei risciacqui a base di urina!

 

 

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